Inter Nainggolan

Nainggolan: “Ho scelto io di andare all’Inter, tifosi sempre vicini. Io non sempre me stesso”

Radja Nainggolan sulla sua esperienza all’Inter

Radja Nainggolan ha risposto in una diretta Instagram dove ha risposto alle domande dello youtuber Er Faina. Il giocatore del Cagliari, in prestito dell’Inter, ha ripercorso le diverse tappe della sua carriera.

“Juventus? Il gol contro di loro una liberazione personale. Ma spesso in casa con la maglia della Roma li abbiamo battuti. Non odio nessuno. La cosa che mi ha sempre dato fastidio è che quando una persona non si sente di andare a giocare in un club può non andarci. Non perché la odio, ma se vincessi uno scudetto con 5 gare all’anno non lo sentirei mio. Non sono andato forse all’inizio per paura di non giocare, ho fatto un altro percorso, ma non per forza bisogna scegliere la squadra che vince sempre. Là vincere è la normalità, uno scudetto alla Roma è diverso. Se direi sì alla Juve? Direi no alla Juve. Per questo motivo. Pjanic è alla Juve, lo sento tutti i giorni. Non ce l’ho con la Juve”. 

Via da Roma ma non volevi…
Sono andato via per rispettare me stesso. Mi hanno fatto delle cose dietro alle spalle e per come sono fatto io non sarei riuscito neanche a salutarlo. Visto che questa persona voleva andassi via ho scelto di andare via dove volevo. Ho scelto io di andare all’Inter, non volevo cambiare Paese e avevano Spalletti con cui avevo fatto bene alla Roma. La scena è stata facile anche per lui. E’ stato facile scegliere. I tifosi dell’Inter mi sono stati sempre vicini e sono un bel tifo, ma i primi tre quattro mesi ero più triste di aver lasciato la Roma che felice di essere arrivato all’Inter. Poi è iniziata male. Sono dovuto star fermo per infortunio. Poi prima da titolare e gol ma le prestazioni in sé non sono state continue. Forse non ero me stesso, forse per colpa mia. Non lo so spiegare, è stata la prima volta in cui ho pensato di me che potevo dare di più. 

Poi torni a Cagliari…
Torno a Cagliari perché ero scaricato. Andando in Cina già sapevo di non poter fare le amichevoli. Quando mi hanno detto che sarei potuto partire pensavo che mi avrebbero dato una possibilità. Ma è andata al contrario. Ho cominciato a guardarmi intorno e Giulini mi chiamava già dall’anno prima. Quando ha saputo di questa occasione ci siamo sentiti, mi diceva che è l’anno del centenario, un anno importante, una piazza che conosco. C’erano altre proposte. Avevo sentito anche la Fiorentina, la Sampdoria. Ma quando decido una cosa la seguo e ho visto che il Cagliari aveva un progetto che mi piaceva. Dopo un’annata così così pensavo di ritrovare serenità.