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Spal-Inter, Conte: “Segnale di continuità importante”

Antonio Conte nel post partita di Spal-Inter ai microfoni di DAZN

L’allenatore dell’Inter Antonio Conte al termine del match vinto contro la Spal per 4 a 0 e valevole per la quattordicesima giornata del girone di ritorno della Serie A, ha raccontato le sue impressioni sul match del ‘Paolo Mazza’ ai microfoni di DAZN.

La parola di oggi è convinzione. Quanto è importante questa serata e quanto ci crede adesso?
“Per noi era importante dare un segnale di continuità, di convinzione, di voglia. Queste sono partite che sulla carta possono sembrare scontate, però di facile non c’è niente e infatti la Spal si è dimostrata ostica finché è rimasta in partita. Noi siamo stati bravi perché abbiamo voluto metterci la voglia di ipotecare il posto Champions con cinque giornate di anticipo, avvicinare chi sta davanti che però è ancora molto lontano. I segnali più importanti la squadra li sta dando a livello mentale, di determinazione. Nonostante passi falsi che potremo pagare a caro prezzo”.

Lei incoraggiava Eriksen, la squadra voleva farlo segnare. Che segnale le ha dato?
“Christian sta lavorando, sta cercando di entrare in determinati meccanismi. Vuole entrare in un campionato italiano molto più tattico rispetto a quello inglese. Ha qualità, sta cercando di migliorare. Sta alzando anche la sua aggressività. Oggi ha fatto bene come tutti, sono contento, deve continuare a lavorare così”.

Il primo gol sembrava un’azione tipica del suo Bari.
“Vero, è un’azione da 4-2-4 che facevo a Bari e Siena. Quando si fanno certi gol c’è soddisfazione, vedi il lavoro che inizia a dare frutti”.

Può essere che Eriksen sia intimidito dalla Serie A?
“Sono d’accordo. E’ un ragazzo timido che si sta ambientando in un nuovo calcio. Non puoi non volergli bene, non è arrivato con presunzione. Deve però capire che la timidezza va bene ma pian piano deve cercare di sciogliersi, sarà una questione di tempo e di adattamento al nostro calcio, nel capire determinate situazioni. Ma è a posto, non crea problemi, vuole fare qualcosa di importante”.

Col Torino il centrocampo sembrava più libero, con gli uomini che cambiavano spesso posizione.
“Dopo il lockdown abbiamo cambiato lo schema col giocatore tra le linee. Cerchiamo di creare più situazioni alternative ed essere più imprevedibili, così da pemettere ai due giocatori di fascia di portarsi avanti. Abbiamo segnato con 18 giocatori diversi, vogliamo diventare imprevedibili. Rischiamo qualcosa di più rispetto al passato ma indice di pericolosità e gol fatti sono più alti in percentuale rispetto a prima dello stop”.

Viene poi ripercorso un episodio risalente ai tempi di Bari, quando espulso a Mantova andò in mezzo ai tifosi.
“Sinceramente non me l’aspettavo… Chiederò a Claudio Villa le fotografie, perché sono bellissime. Effettivamente fu così, mi mandarono via, provai a restare in campo ma venni beccato e allora andai coi tifosi perché in tribuna non mi facevano andare. Poi vincemmo quella partita”.

Ti aspetti che si faccia tutto il possibile per Sanchez?
“Alexis è un giocatore che abbiamo voluto fortemente. Ha delle caratteristiche importanti, veniva da stagioni non buone ma sapevamo chi andavamo a prendere. Siamo riusciti a prenderlo con certe condizioni, peccato si sia fatto male. Per fortuna abbiamo avuto grandi risposte da Lukaku e Lautaro. Ora sta bene, poi per il futuro è giusto parlarne con la società. Però è un calciatore completamente ritrovato, ha voglia di giocare, fame. Sono contento per lui perché ha sofferto tanto e ora è un’arma in più”.